visita alla mostra Eterno e visione. Roma e Milano capitali del Neoclassicismo e al Teatro alla Scala, a cura di Anna Torterolo
Per secoli Milano fu considerata bruttina ed i milanesi troppo materialisti e “terragni” per produrre arte. Poi arrivò la stagione napoleonica e Stendhal disse che Milano era, come le donne milanesi, la città più bella della penisola. Epoca con le luci e le ombre dell’utopia: un’arte per tutti, dopo le eleganze elitarie del rococò, una bellezza legata alla morale, eroica e giovane. La mostra, che visiteremo al mattino, rievoca questa Milano tra Canova e Appiani, il grande Giuseppe Bossi di Brera e l’architetto Antoli.
Pranzo libero
Nel pomeriggio visita al museo teatrale della Scala, uno dei principali edifici del neoclassico lombardo.
Nei ridotti del teatro si trovavano tutti, anche il giovane Manzoni prima della svolta cattolica. Sul palcoscenico tra la Repubblica cisalpina e il primo Regno d’Italia, ai balli ritmici del Settecento, Salvatore Viganò, amico di Canova, sostituì costumi e spettacoli ispirati alla nobiltà del mondo antico. E a quel tempo Brera e la Scala vivevano l’una dell’altra.

